Perché si chiama Mare Nero?

Perché il Mare Nero si chiama…Nero?  Questa è  una delle domande che ho ricevuto a un certo punto dopo il mio arrivo in Italia e francamente al momento non sapevo tanto, non mi sono preoccupata neanch’io di questa cosa. Sapevo, comunque, che il Mare di Romania ospitava nella sua profondità certi minerali e certe alghe che gli davano questo colore, però adesso scopriamo insieme la  verità.

Lo stesso prestigioso giornale che ci spiegava un po’ sulla storia italo-rumena ci dice che il mare è stata battezzato inizialmente dai turchi che la chiamavano “Kara Deniz’’, poi i russi, a causa delle tormente che si creavano sul mare, lo chiamavano “Ciornoe More“. I turchi, secondo l’articolo originale, erano abituati con la loro “Ak Deniz“, cioè il Mare Azzurro – chiaro e sereno –  perciò, conoscendo il nostro mare oscuro e pieno di tormenti, il nome è venuto da solo.
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Poi, con il passare del tempo, il mare ci ha mostrato che fa onore al suo nome perché, secondo ulteriori testimonianze, ci sono delle tormente che succedono all’improvviso, quando tu pensavi di goderti di un mare calmo per passeggiare in barca e poi subito ti svegli in mezzo alla tormenta come racconta il capitan Gheorghe Cioc che descrive le più forti tormente dell’Oceano Indiano e del Mare Mediterraneo. Il Mare Nero rimane nella sua imprevedibilità il più pericoloso del mondo. Al di là di queste tormente, i pescatori e i marinari spiegano che se tu butti un oggetto metallico a 100 – 150  metri di profondità del mare quando lo riprendi scopri che è diventato nero.

Gli specialisti dell’Istituto Grigore Antipa di Constanza spiegano che a più di 200 metri di profondità, nel Mare Nero non c’è più ossigeno, solo idrogeno sulforato, un gas dissolto nel mare che forma sale metallico di color nero tipo la solfato di ferro o il solfato di piombo. E senza ossigeno non c’è nessuna forma di vita che resista, solo i batteri.

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Il colore del Mare Nero rimane ancora una volta un mistero perché i suoi colori cambiano, ma raramente, e vanno da azzurro scuro, fino a varie ombre di color turchino e a volte anche viola chiaro – colori che secondo la scienza sono il risultato del versamento dei sedimenti che il Danubio porta nel percorso fino al mare, per causa delle alghe e anche per le carezze del sole.

Al di là di tutti i fatti scientifici che spiegano il suo colore e il livello di pericolo, il Mare Nero nasconde come tutta Romania e come tutto il mondo alcuni dei più grandi segreti della civilizzazione: secondo l’esploratore Robert Ballard, che ha scoperto anche il Titanic, il Mare Nero è il posto dove è successo l’inondazione di Noè. L’esploratore, insieme alla sua squadra, ha fatto delle foto e ha prelevato dei campioni di rocce dal profondo del mare fino a 170 metri, dicono quelli del Washington Post. L’esploratore situa l’evento 7500 anni fa quando sembra che una zona molto secca sia stata all’improvviso inondata con acqua salata.

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foto: adevarul.ro

Poi, a causa delle navi e delle vecchie città greche che si trovano sotto le acque agitate del mare,  Constantin Chera, ricercatore al Museo d’Istoria e Archeologia di Constanza, assicura che la pianta continentale del Mare Nero, che va fino a 100 km nell’area della Delta del Danubio e fino a 60 km nel sud, è tutto un sito archeologico.

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Quindi, come avete già capito il Mar Nero non solo ha una storia che fa onore al suo nome ma anche nasconde segreti che forse…non vedranno mai più la luce del sole!